“”ALLEGATO D””

AL VERBALE DEL CONSIGLIO

DELLA FACOLTA’ DI SCIENZE MFN

SEDUTA DEL 11 FEBBRAIO 2004

 

 

 

RELAZIONI TRIENNALI PER LA CONFERMA NEL RUOLO DI ORDINARIO

 

Ø         Prof.  Alfredo Corallini – straordinario nel SSD BIO/19 Microbiologia generale

 

Ø         Prof.  Guido Barbujani – straordinario nel SSD BIO/18 Genetica

 

Ø         Prof. Francesco Bernardi – straordinario nel SSD BIO/10 Biochimica

 

 

PROF. ALFREDO CORALLINI

Dipartimento di Medicina sperimentale e diagnostica

Sezione di Microbiologia

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DI  FERARRA

 

PROF. ALFREDO CORALLINI

Straordinario nel SSD BIO/19 Microbiologia generale

 

Relazione sull’attività scientifica svolta nel triennio 2001-2004

   L’attività di ricerca, nel triennio 2001/2004, si è svolta principalmente su tre linee:

1)        Studio dell’effetto oncogeno del gene tat di HIV-1 e della transattivazione di geni cellulari da parte di tat;

2)        Studio dei Virus BK e SV40 come possibili cofattori nell’eziopatogenesi dei tumori umani;

3)        Messa a punto di una metodica rapida per la diagnosi del batterio Erwinia amylovora e ricerca di mezzi per inibirne la crescita

1). Per quanto riguarda il primo punto, la proteina Tat di HIV-1 svolge diverse funzioni: infatti stimola la proliferazione cellulare, inibisce l’apoptosi, mostra funzioni angiogeniche ed è ritenuta essere implicata nella patogenesi di alcuni tumori che si manifestano più frequentemente in pazienti colpiti dall’AIDS. Per rivelare se tat partecipa ad un effetto oncogeno, è stato preparato un sistema di cooperazione  costruendo un ricombinante che esprime la regione precoce di VBK e il gene tat di HIV-1. Con questo ricombinante sono stati preparati topi transgenici che esprimono costitutivamente la proteina Tat in tutti i tessuti ed organi. In tal modo i topi sono predisposti alla tumorigenesi. Per analizzare questa ipotesi, sono stati trattati topi transgenici con uretano, un carcingeno non specifico per particolari tessuti o organi, che induce tumori in vari organi. Il risultato finale è che, dopo iniezione dell’uretano per via sottocutanea, l’incidenza dei tumori polmonari e dei linfomi non è significativamente differente nei topi transgenici rispetto ai controlli, mentre l’incidenza dei tumori a livello del fegato è significativamente più elevata nei topi transgenici rispetto ai controlli. Questa differenza può esere dovuta ad una predisposizione indotta da tat: infatti l’80% dei topi transgenici ha  mostrato una displasia epatica con aspetto di una lesione preneoplastica. Pertanto la displasia epatica può esercitare un effetto promotore stimolando la proliferazione di cloni cellulari che hanno subito un effetto mutageno da parte dell’uretano. Questi dati suggeriscono un ruolo di Tat nella promozione e progressione di tumori indotti da carcinogeni esogeni e endogeni in pazienti infettati da HIV-1, contribuendo in tal modo al processo neoplastico in corso di AIDS.

Poiché la proteina Tat agisce stimolando la proliferazione cellulare e inibendo l’apoptosi, è probabile che essa agisca sull’espressione del gene cellulare bcl-2 . E’ stato perciò studiato quale ruolo possa giocare Tat in cellule che esprimono costitutivamente la proteina. Bloccando sia il Tat intracellulare che extracellulare, si è osservata una diminuzione della presenza dei trascritti di bcl-2. Ciò comporta una riduzione dell’attività proliferativa delle cellule ed una attenuazione delle caratteristiche neoplastiche, mentre in vivo le cellule che esprimono Tat sono meno oncogene ed hanno una minor attività angiogenica. Questi risultati avvalorano il dato che bcl-2 sia un effettore sia dell’angiogenesi che dell’oncogenesi indotta da Tat e indicano che il blocco delle funzioni di Tat mediante processi immunoprofilattici e farmacologici possono contribuire al controllo dell’oncogenesi durante l’AIDS.

2). VBK e SV40 sono poliomavirus con una alta omologia sia a livello del genoma che a livello delle proteine. Mentre VBK è altamente diffuso nella popolazione umana, SV40 ha come ospite naturale la scimmia ed è stato accidentalmente introdotto nella popolazione umana tramite vaccini poliomielitici contaminati nel periodo fra il 1955 e 1963. Nei roditori entrambi i virus inducono tumori, prevalentemente tumori cerebrali, osteosarcomi, tumori delle insule pancreatiche (VBK) e mesoteliomi (SV40). Sequenze virali sia di VBK che di SV40 sono state trovate in tumori umani, in particolare negli stessi tumori osservati negli animali dopo inoculazione dei due virus. Oltre alle sequenze virali sono stati trovati anche RNA virus specifico e proteine virali. I DNA di alcuni campioni positivi per SV40 sono stati transfettati in cellule di scimmia permissive alla replicazione del virus. La riattivazione virale è stata osservata in due campioni, derivati da tessuto non neoplastico; la caratterizzazione dei due virus riattivati ha dimostrato che entrambi sono simili ad SV40 ceppo selvatico. Inoltre sequenze di SV40 sono state trovate anche in cellule del sangue periferico e in campioni di fluidi spermatici di individui sani suggerendo una eventuale trasmissione per via orizzontale del virus stesso nella popolazione umana. Un problema ancora non risolto e sul quale si sta lavorando è quanto sia diffuso SV40 nella popolazione umana. A tal proposito è stato realizzato un test ELISA in grado di individuare in modo specifico la presenza di anticorpi anti-SV40 nella popolazione umana: infatti, a causa dell’alta omologia fra i due poliomavirus, con i tests precedentemente utilizzati, non era possibile distinguere fra anticorpi anti-VBK e anti-SV40. Al momento l’indagine è in corso e i primi dati ipotizzano che il 35% circa della popolazione umana sia venuta a contatto con il virus.

3). Negli ultimi anni l'Emilia Romagna è stata colpita da gravi attacchi di Erwinia amylovora, un batterio fitopatogeno, che causa il cosidetto "colpo di fuoco batterico", una malattia che colpisce soprattutto il pero, inducendo la morte delle piante in tempi brevi. Poichè l'infezione diffonde rapidamente e diversi elementi partecipano al contagio causando gravi danni all'economia agricola, ci si è posti il problema di mettere a punto un kit per fare una diagnosi precoce dell'infezione e capire le modalità con cui in batterio causa la malattia.

   Attualmente non esistono sul mercato prodotti in grado di inibire completamente l'attività patogena del batterio; così pure i tests, ufficialmente utilizzati secondo il Decreto n°356 del 10/9/1999 del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali per l'isolamento e l'identificazione del batterio, sono piuttosto lunghi e laboriosi (non meno di 20 giorni). E’ stato messo a punto un test diagnostico molecolare tramite amplificazione del DNA con polimerasi (PCR). Sono state utilizzate quattro diverse coppie di oligonucleotidi specifici per il DNA genomico ed una per il DNA plasmidico di Erwinia amylovora. In base ai risultati ottenuti su oltre 600 campioni analizzati,  si può ora affermare che il test della PCR risponde alle esigenze per cui è stato ideato: infatti  può essere considerato un test affidabile in grado di fare una diagnosi in tempi rapidi, ossia in 24-48 ore. Poter disporre di una risposta sicura entro un tempo breve, è di fondamentale importanza in quanto è possibile immediatamente intervenire con i prodotti oggi in commercio, capaci di limitare il progredire della malattia. Dopo aver isolato un ceppo virulento  di Erwinia amylovora caratteristico della zona ferrarese, è stata analizzata l'attività antimicrobica di alcuni prodotti. I prodotti proposti sono stati scelti perché  utilizzabili  anche durante la fioritura, miscibili con fitoregolatori e con le altre coperture delle pomacee, con basso impatto ambientale e nessuna fitotossicità. I dati hanno rivelato che un prodotto è in grado di rallentare la crescita di Erwinia amylovora. La seconda fase della ricerca è stata condotta direttamente in campo. Sono stati scelti due appezzamenti della provincia ferrarese delle dimensioni di circa 0.4 ettari per un totale di circa 400 piante. Seguendo un preciso protocollo, questi sono stati trattati con lo stesso prodotto, già analizzato in laboratorio. Durante i momenti fenologici delle piante ritenuti cruciali per lo sviluppo di Erwinia amylovora sono stati fatti dei campionamenti al fine di stabilire la presenza  o meno dell’infezione e il suo eventuale andamento. I tempi scelti per il prelievo sono stati nella fase di prefioritura, di fioritura, di sviluppo del frutticino, di  inizio raccolta e di post-raccolta. E' stato osservato che piante inizialmente infettate, dopo una serie di trattamenti, sono divenute negative.

   Il lavoro realizzato ha permesso di mettere a punto una metodica in grado di fare una diagnosi sicura e rapida (non oltre le 48 ore), anche in presenza di una infezione asintomatica. L'uso di un particolare formulato ha evidenziato che il batterio viene rallentato nella sua crescita; la stessa sostanza si è dimostrata, al momento, efficace anche sul campo.

 

PUBBLICAZIONI RELATIVE AL TRIENNIO 2001-2004

 

A) Pubblicazioni su riviste referenziate su “Citation Index” e contributi a volumi monografici

 

 

1.                           Corallini A., Tognon M., Negrini M. and Barbanti-Brodano G. Evidence for BK virus as a human tumor virus. In: Human Polyomaviruses. Molecular and Clinical Perspectives. Khalili K. and Stoner G.L. editors, Wiley-Liss, New York, pp. 431-460, 2001.

 

2.                           Corallini A., Sampaolesi R., Possati L., Merlin M., Bagnarelli P., Piola C., Fabris M., Menegatti M.A., Talevi S., Gibellini D., Rocchetti R., Caputo A. and Barbanti-Brodano G. Inhibition of HIV-1 Tat activity correlates with down-regulation of bcl-2 and results in reduction of angiogenesis and oncogenicity. Virology, 299: 1-7, 2002.

 

3.                           Tognon M., Corallini A., Martini F., Negrini M. and Barbanti-Brodano G. Oncogenic transformation by BK virus and association with human tumors. Oncogene, 22: 5192-5200, 2003.

 

4.                           Corallini A., Possati L., Trabanelli C., Giraudo E., Rocchetti R., Talevi S., Caputo A., Bussolino F. and Barbanti-Brodano G. Tumor-host interaction mediates the regression of BK virus-induced vascular tumors in mice: involvement of transforming growth factor-beta1. Carcinogenesis, 24: 1435-1444, 2003.

 

5.                           Barbanti-Brodano G., Sabbioni S., Martini F., Negrini M., Corallini A. and Tognon M. Simian virus 40 infection in humans and association with human diseases. Results and Hypotheses. Virology, in press.

 

6.                           Altavilla G., Caputo A., Trabanelli C., Brocca Cofano E., Sabbioni S., Menegatti M.A., Barbanti-Brodano G. and Corallini A. Prevalence of liver tumours in HIV-1 tat-transgenic mice treated with urethane. Eur J Cancer, 40: 275-283, 2004.

 

7.                           Tognon M., Martini F., Corallini A. and Barbanti-Brodano G. SV40 and human cancers. Int J Cancer Inst., in press.

 

8.                           Barbanti-Brodano G., Corallini A., Accolla R.S., Martini F. and Tognon M. Lack of serologic evidence for prevalent simian virus 40 infection in humans. Int J Cancer, in press.

 

9.                           Barbanti-Brodano G., Martini F., Corallini A., Lazzarin L., Trabanelli C., Vignocchi B., Calza N., Iaccheri L., Morelli C. and Tognon M. Reactivation of infectious simian virus 40 from normal human tissues. J Neurovirol., in press.

 

10.                     Barbanti-Brodano G., Sabbioni S., Martini F., Negrini M., Corallini A. and Tognon M. BK virus, JC virus and Simian Virus 40 infection in humans, and association with human tumors. In: Polyomavirus and Human Diseases. Nasimul Ahsan editor, Landes Biosciences/Eurekah, Georgetown, in press.

 

B) Partecipazione a Congressi

 

1.                           Corallini A., Possati L., Trabanelli C., Giraudo E., Rocchetti R., Talevi S., Caputo A., Bussolino F. and Barbanti-Brodano G. Cellule endoteliali di topo, trasformate dal virus BK, inducono tumori che regrediscono a seguito di una elevata espressione di TGF-b1. 1° Congresso Nazionale della Società Italiana di Virologia, 14-15/09/2001, Cortona.

 

2.                           Corallini A., Possati L., Trabanelli C., Giraudo E., Rocchetti R., Talevi S., Caputo A., Bussolino F. and Barbanti-Brodano G. Cellule endoteliali di topo, trasformate dal virus BK, inducono tumori che regrediscono a seguito di una elevata espressione di TGF-b1. 3° Convegno Nazionale della Federazione Italiana Scienze della Vita,
21-15/09/2001, Riva del Garda (TN).

 

3.                           Corallini A., Caputo A., Brocca Cofano E., Menegatti M.A., Barbanti-Brodano G. and Altavilla G. Prevalenza di tumori epatici in topi transgenici per tat trattati con uretano. 4° Convegno Nazionale della Federazione Italiana Scienze della Vita, 20-23/09/2002, Riva del Garda (TN).

 

4.                           Corallini A., Bonora E., Rezza G., Menegatti M.A., Tognon M. and Barbanti-Brodano G. Ricerca di anticorpi specifici anti-SV40 nella popolazione umana.
2° Congresso Nazionale della Società Italiana di Virologia, 17-19/09/2002, Cortona.

 

5.                           Corallini A. Infezioni virali dell’apparato urinario da parte di HHV8 e dei polioma virus BK e JC. 44° Congresso Nazionale della Società di Nefrologia, 28-31/05/2003, Bologna.

 

6.                           Tognon M., Corallini A., Martini F., Iaccheri L., Calza N., Vignocchi B., Trabanelli C., Morelli C., Lazzarin L. and Barbanti-Brodano G. SV40 footprints in human specimens and rescue of two SV40 wild types strains from DNA of non-pathologic samples. 1° SIV International workshop on Neurovirology, 20-23/06/2002, Alghero.

 

7.                           Barbanti-Brodano G., Corallini A., Tognon M. and Negrini M. BK virus JC virus and simian virus 40: possible cofactors in the etiopathogenesis of human tumors?
1° SIV International workshop on Neurovirology, 20-23/06/2002, Alghero.

 

8.                           Corallini A., Sabbioni S., Menegatti M.A., Bonora E. and Barbanti-Brodano G. BK virus, human infection and oncogenesis. First International Symposium: Polyomaviruses and Human Diseases: Basic and Clinical Perspectives, 8-10/05/2003, Firenze.

 

9.                           Tognon M., Martini F., Iaccheri L., Corallini A. and Barbanti-Brodano G. SV40 footprints in specific human tumors and normal tissues. First InternationalSymposium: Polyomaviruses and Human Diseases: Basic and Clinical Perspectives, 8-10/05/2003, Firenze.

 

Attività didattica svolta nel triennio 2001-2004

Anno accademico 2001-2002

 

1.         Microbiologia (CdL in Scienze Biologiche, CdL in Biologia Ambientale, CdL in Biologia Molecolare e Cellulare)

2.         Microbiologia di Base (CdL in Produzioni Biologiche e Risorse Rinnovabili)

3.         Biotrasformazioni Microbiologiche (CdL in Produzioni Biologiche e Risorse Rinnovabili)

 

Anno accademico 2002-2003

 

1.         Microbiologia (CdL in Scienze Biologiche)

2.         Microbiologia di base (CdL in Produzioni Biologiche e Risorse Rinnovabili)

3.         Genetica dei Microrganismi (CdL in Scienze Biologiche)

4.         Virologia Molecolare (CdL specialistica in Scienze Biomolecolari e Cellulari)  

5.         Biotrasformazioni Microbiologiche (CdL in Produzioni Biologiche e Risorse Rinnovabili)

6.         Probiotici e Prebiotici (Master in Biocatalisi e Microbiologia Industriale)

 

 

Anno accademico 2003-2004

 

1.         Microbiologia (CdL in Scienze Biologiche)

2.         Biotrasformazioni Microbiologiche (CdL in Produzioni Biologiche e Risorse Rinnovabili e CdL in Scienze Biologiche)

3.         Virologia Molecolare (CdL specialistica in Scienze Biomolecolari e Cellulari)

4.          Genetica dei Microrganismi (CdL in Scienze Biologiche)

 

E’ stato relatore di numerose tesi di laurea in Scienze Biologiche. E’ stato tutore di 5 dottorandi del dottorato in Biotecnologie ed è ora tutore di un dottorando del dottorato in Biochimica, Biologia Molecolare e Biotecnologie. Ha partecipato alle commissioni di esami di diversi corsi e alle commissioni di laurea del CdL in Scienze Biologiche (quinquennale/triennale). E’ tuttora Vice Direttore e membro della giunta del Dipartimento di Medicina Sperimentale e Diagnostica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PROF. GUIDO BARBUJANI

Dipartimento di Biologia

Sezione di Biologia evolutiva

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI

DI FERRARA

 

Guido Barbujani

Straordinario nel SSD BIO/18 Genetica

 

ATTIVITA’ SCIENTIFICA svolta nel triennio 2001-2004

Nel corso del triennio di straordinariato ha proseguito lo sviluppo di tre linee di ricerca su cui ha lavorato negli anni precedenti, e cioè: a) l’analisi evoluzionistica della diversità genetica in popolazioni umane (pubbl. 1.2, 1.4, 1.5, 1.7, 1.8, 1.9); b) la ricostruzione della storia demografica sulla base del DNA (1.3, 1.11, 1.16); e ). la caratterizzazione genetica di individui e popolazioni antiche (1.6, 1.12, 1.13, 1.14). Inoltre, ha attivato una nuova linea di ricerca nel campo della farmacogenomica. Specie per quanto riguarda la prima linea di ricerca, è stato invitato a stendere articoli di rassegna (1.1., 1.10, 1.15) e voci di enciclopedie (2.4, 2.5, 2.6), ed è stato invitato all’ultimo congresso Internazionale di Genetica Umana (Vienna 2001) e a due congressi dell’American Association of Physical Anthropology (Kansas City 2001, Tampa 2004). Tutte e tre le principali linee di ricerca sono state finanziate da Enti esterni all’Università di Ferrara (European Science Foundation, MUIR-FISR e Cassa di Risparmio di Ferrara).

 

1.                           Pubblicazioni (2001-2004) in riviste internazionali con referee

 

[1.1] Barbujani G. and Bertorelle G. (2001) Genetics and the population history of Europe.  Proceedings of the National Academy of Sciences USA 98:22-25.

[1.2]  Di Benedetto G., Erguven A., Stenico M., Castrì L., Bertorelle G., Togan I. and Barbujani G.  (2001) DNA diversity and population admixture in Anatolia.  American Journal of Physical Anthropology 124:144-156.

[1.3]  Pereira L., Dupanloup de Ceuninck I., Rosser Z., Jobling M. and Barbujani G.  (2001) Y-chromosome mismatch distributions in Europe.   Molecular Biology and Evolution 18:1259-1271.

[1.4] Malaspina P., Tsopanomichalou M., Duman T., Stefan M., Silvestri A., Rinaldi B., Garcia O., Giparaki M., Plata E., Kozlov A.I., Barbujani G., Vernesi C., Papola F., Ciavarella G., Kovatchev D., Kerimova M.G., Anagnou N., Gavrila L., Veneziano L., Akar N., Loutradis A., Michalodimitrakis E.N., Terrenato L., Novelletto A. (2001) A multistep process for the dispersal of a Y-chromosome lineage in the Mediterranean area.  Annals of Human Genetics 65:339-349.

[1.5] Barbujani G, Romualdi C (2001) Genetic variation within and among major human groups. American Journal of Human Biology 13:112-113.

[1.6] Vernesi C., Di Benedetto G., Caramelli D., Secchieri E., Katti E., Malaspina P., Novelletto A., Terribile Wiel Marin A. and Barbujani G. (2001) Genetic characterization of the body attributed to the evangelist Luke.  Proceedings of the National Academy of Sciences USA 98:13460-13463.

[1.7] Chikhi L., Nichols R.A., Barbujani G., Beaumont M.A. (2002) Y genetic data support the Neolithic Demic Diffusion Model. Proceedings of the National Academy of Sciences USA 99:10008-10013.

[1.8]  Vernesi C., Fuselli S., Castrì L., Bertorelle G. and Barbujani G. (2002) Mitochondrial Diversity in Linguistic Isolates of the Alps: A Reappraisal. Human Biology 74:725-730.

[1.9]  Romualdi C., Balding D., Nasidze I.S., Risch G., Robichaux M., Sherry S., Stoneking  M., Batzer M. and Barbujani G. (2002) Patterns of human diversity, within and among continents, inferred from biallelic DNA polymorphisms. Genome Research 12:602-612.

[1.10]   Barbujani G. (2002) What it means to be 98% chimpanzee: Apes, people and their genes. New England Journal of Medicine 347:2087.

[1.11]  Dupanloup I., Pereira L., Bertorelle G., Calafell F., Prata M.J., Amorim A. and  Barbujani G. (2003) A recent shift from polygyny to monogamy in humans is suggested by the analysis of worldwide Y-chromosome diversity. Journal of Molecular Evolution 57:85-97.

[1.12]   Caramelli D., Lalueza-Fox C., Vernesi C., Lari M., Casoli A., Mallegni F., Chiarelli B., Dupanloup I., Bertranpetit J., Barbujani G., Bertorelle G. (2003) Evidence for a genetic discontinuity between Neandertals and 24,000-year-old anatomically modern Europeans. Proceedings of the National Academy of Sciences USA 100:6593-6597.

[1.13] Barbujani G., Bertorelle G. (2003) Were Cro-Magnons too like us for DNA to tell? Nature 424:127.

[1.14] Vernesi C., Caramelli D., Dupanloup I., Bertorelle G., Lari M., Cappellini E., Moggi J., Chiarelli B., Castrì L., Casoli A., Mallegni F., Lalueza-Fox C. and Barbujani G. (2004). The Etruscans: A population-genetic study. American Journal of Human Genetics 00:000-000.

[1.15] Barbujani G. and Goldstein D.B. (2004) Africans and Asians abroad: Genetic diversity in Europe. Annual Review of Genomics and Human Genetics 5:000-000.

[1.16] Dupanloup I., Bertorelle G., Chikhi L. and Barbujani G. (2004) Estimating the impact of prehistoric admixture on the Europeans’ genome. Molecular Biology and Evolution 21:000-000.

 

2. Pubblicazioni (2001-2004) in capitoli di libro

 

[2.1] Barbujani G. and Chikhi L. (2000) Genetic population structure of Europeans, inferred from nuclear and mitochondrial polymorphisms.  In Archaeogenetics: DNA and the population prehistory of Europe (C. Renfrew, K. Boyle eds.), pp. 119-129.  Cambridge: Cambridge University Press, McDonald Institute Monographs.

[2.2] Simoni L., Calafell F., Bertranpetit J. and Barbujani G. (2000) Spatial variation of mtDNA hypervariable region I among European populations. In Archaeogenetics: DNA and the population prehistory of Europe (C. Renfrew, K. Boyle eds.), pp. 131-138.  Cambridge: Cambridge University Press, McDonald Institute Monographs.

[2.3] Barbujani, G., Di Benedetto, G. (2001) Genetic variances within and between human groups. In Genes, Fossils and Behavious: An Integrated Approach to Human Evolution (P. Donnelly, R.A. Foley eds.), pp. 63-78. IOS Press, NATO Science Series, Amsterdam, The Netherlands.

[2.4] Barbujani, G. (2002) Race: Genetic aspects. In International Encyclopedia of the Social and Behavioral Sciences (Smelser, N.J., Baltes, P.B., eds.), vol. 19, pp. 12694-12700. Pergamon Press, Oxford, UK.

[2.5] Barbujani G. (2003) Migration. In Encyclopedia of the Human Genome. http://ehg.naturereference.com/ 450. London: Nature Publishing Group.

[2.6] Barbujani G. (2003) Genetics and the population history of Europe. In Encyclopedia of the Human Genome. http://ehg.naturereference.com/ 962. London: Nature Publishing Group.

[2.7] Barbujani G. and Dupanloup I. (2003) DNA variation in Europe: Estimating the demographic impact of Neolithic dispersals. In: Examining the Farming/Language Dispersal Hypothesis (Renfrew C., Bellwood P., Boyle K., eds.), pp. 421-433. Cambridge: McDonald Institute Monographs.

 

 

 

3. Partecipazione come invited speaker a corsi, congressi e simposi (2001-2004)

 

1.       26-28 March 2001. 26th Annual meeting – American Association of Anthropological Genetics & Human Biology Association. Kansas City, Missouri, USA.

2.      15 - 19 May 2001. 10th International Congress of Human Genetics, Vienna, Austria.

3.      24-27 August 2001. Symposium: Examining the farming/Language dispersal hypothesis. University of Cambridge, UK.

4.      30 November 2001. International Congress of Basque Studies. Eusko Ikaskuntza - Sociedad de Estudios Vascos, San Sebastian, Spain.

5.      7-8 June 2002. Workshop: The genetic revolution in archaeology. University of Oxford, UK.

6.      4-12 July 2003. XV th Congress of the International Union of Anthropological and Ethnological Sciences, Firenze, Italy

7.      8-11 October 2003. Sexto Congreso de la Asociaciòn Argentina de Antropologia Biològica, San Fernando del Valle de Catamarca, Argentina.

8.      14-17 October 2003. Course: Genètica molecular de poblaciones humanas. Universidad Nacional de La Plata, Argentina.

9.     6-8 November 2003. 10th Neolithic Seminar. University of Ljubljana, Slovenia.

 

 

4. Revisione di progetti internazionali e articoli scientifici

 

Referee per le seguenti riviste e istituzioni: American Journal of Human Genetics, American Journal of Physical Anthropology, Annals of Human Genetics, Current Biology, European Journal of Human Genetics, Human Biology, Human Genetics, Human Genomics, Human Mutation, Journal of Evolutionary Biology, Molecular Ecology, Nature, Nature Genetics, PLOS-Biology, Proceedings of the National Academy of Sciences U.S.A., Science, National Science Foundation (USA), Wellcome Trust – Bioarcheology Panel (UK), and Fonds National Suisse de la Recherche Scientifique (Switzerland).

 

Membro dell’ALFRED (Allele Frequency Database) Advisory Board della National Science Foundation (NSF) USA.

 

5. Fondi    Finanziamenti ricevuti:

 

Ente finanziatore

Titolo della ricerca

Importo (Euro)

Unife 2001

Origini ed evoluzione del pool genico europeo: variabilità del DNA in campioni antichi e contemporanei

17,100

FISR 1999 (assegnato nel 2001)

Analisi del DNA e relazioni migratorie fra popolazioni del Mediterraneo

52,407

Unife, cofinanziamento FISR

Analisi del DNA e relazioni migratorie fra popolazioni del Mediterraneo

15,493

Unife 2002

Variabilità molecolare in popolazioni umane, e applicazioni farmacogenetiche e conservazionistiche

6,988

European Science Foundation 2002

DNA variation, linguistic diversity and population history in Europe: A multilocus study

38,000

Carife 2003

Studio Genetico delle popolazioni etrusche di Spina e di Adria

12,500

Unife 2003

Variabilità molecolare in popolazioni umane, e applicazioni farmacogenetiche e conservazionistiche

9,260

Cofin 2003

Variabilità genetica in popolazioni antiche

45,700

Unife 2003, per il Cofin

Variabilità genetica in popolazioni antiche

14,015

 

 

7. Altro

 

Organizzazione e messa on line dell’archivio FHG_Base, Ferrara Human Genetics Database, contenente quattro archivi di dati sulla variablità del DNA in popolazioni europee, e accessibile al sito: http://web.unife.it/progetti/genetica/pdata.htm.

 

Faculty member, European School of Medical Genetics

Coordinatore, Dottorato di Ricerca in Biologia, Università di Ferrara

Membro, Comitato editoriale di Human Biology  (1996-presente)

Membro, Comitato editoriale di Journal of Evolutionary Biology (2001-presente)

Membro, Comitato editoriale di International Journal of Legal Medicine (2003-presente)

Membro, Comitato Nazionale per la Biodiversità e la Bioetica, Ministero dell’Ambiente, Roma (1995-2001)

Membro, Consiglio della Ricerca, Università di Ferrara (2001-2003)

 

I lavori 1.6, 1.9., 1.11 e 1.12 sono stati ampiamente ripresi dalla stampa non specializzata,  da trasmissioni radiofoniche e televisive, e da siti web. Si vedano tra l’altro:

 

Anathaswamy, A. (2002) Under the skin. New Scientist 2339, 20 April, pp. 34-37

Shipman, P. (2003) We are all Africans,. American Scientist 91:496-499

Holden C. (2003) Cro-Magnons are us. Science 300:1231

Carella F. (2003) Niente razze, tutti uguali. Il Tempo 20.1., p. 11

Marcoaldi F. (2003) Gli uomini non sono lumache, La Repubblica, 12.4, p. 43,

Ricci L. (2003) L’imputato Neandertal alla prova DNA, Il Sole-24 Ore, 13.5., p.

Anonimo (2003) Neanderthal e Homo sapiens non sono parenti, il Corriere della Sera, 15.5,

Bolelli L. (2003) Poligami per salvare la specie, Il Resto del Carlino 20.8, p. 5

 

e i seguenti siti web

 

http://news.bbc.co.uk/hi/english/sci/tech/newsid_1600000/1600751.stm

http://www.nytimes.com/2001/10/16/science/social/16TOOT.html

http://www.newscientist.com/news/news.jsp?id=ns99991434

http://www.sciam.com/news/101601/1.html

http://www.portal.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2001/10/16/wluke16.xml&sSheet=/news/2001/10/16/ixhomef.html

http://www.independent.co.uk/story.jsp?story=99661

http://dsc.discovery.com/news/briefs/20011015/luke.html

http://www.japantimes.co.jp/cgi-bin/getarticle.pl5?fe20011018rh.htm

http://www.estadao.com.br/agestado/noticias/2001/out/15/273.htm

http://www.uol.com.br/folha/ciencia/ult306u5074.shtml 

http://www.sciencenews.org/20030517/fob1.asp

http://www.acam.it/prometeo/neanderthal_no.htm

http://www.evcforum.net/ubb/Forum9/HTML/000029-2.html

http://dsc.discovery.com/news/briefs/20030512/neanderthal.html

http://www.cybersciences.com/cyber/3.0/N3221.asp

http://news.nationalgeographic.com/news/2003/05/0514_030514_neandertalDNA.html

 

ATTIVITA’ DIDATTICA (2001-2004)

 

 1. Attività istituzionale: Corsi di laurea

 

Nel corso del triennio ho tenuto i corsi di Fondamenti di Genetica (poi Genetica), e Genetica di popolazioni, per i corsi di laurea di Scienze Biologiche e (in comunanza) Scienze Naturali, curando sia le lezioni frontali che le esercitazioni.  Sono stato relatore delle tesi di Francesca Visentini, Ilaria Colognesi e Elena Frigato (Scienze Biologiche) e sono attualmente relatore per la tesi di Ilaria Masoli (Scienze Naturali). Seguo altri due studenti interni della laurea triennale in Biologia.

 

 

2. Attività istituzionale: Dottorato di Ricerca

 

Sono coordinatore del Dottorato di Ricerca in Biologia. Nel corso del triennio sono stato tutore della dott. Giulietta Di Benedetto (13° ciclo, Dottorato di Ricerca in Scienze Genetiche) e Silvia Fuselli (16° ciclo) e sono attualmente tutore della dott. Francesca Visentini (18° ciclo).  Ho organizzato e seguito l’attività seminariale del gruppo di Genetica, che è parte integrante dell’attività didattica del Dottorato in Biologia. L’elenco completo delle iniziative è consultabile al sito http://web.unife.it/progetti/genetica/Journal_Club/J_C.html.

 

Tesi curate:

  1. Giulietta Di Benedetto: Variabilità geentica nelle Alpi orientali: DNA antico, DNA mitocondriale e cromosoma Y. Dottorato di Ricerca in Scienza Genetiche, Sedi Conseorziate: Ferrara, Bologna, Padova, Parma, Pisa, 2001
  2. Silvia Fuselli:  Variabilità molecolare a un gene di interesse farmacogenetico: CYP2D6. Dottorato di Ricerca in Biologia, Ferrara, 2004.

 

3. Partecipazione ad altri dottorati di ricerca

 

Membro esterno (dott. Romualdi) o External examiner (dott. Mateu e Sabeti) per le seguenti tesi di dottorato:

  1. Eva Mateu Morante: Anàlisi de la variaciò genètica de les regions CFTR I GBA en poblacions humanes de tot el mòn. Universitat Pompeu Fabra, Barcelona, Spagna, 2001.
  2. Chiara Romualdi:  Variabilità umana, entro e tra continenti, ricostruita sulla base di polimorfismi biallelici del DNA. Università di Padova, 2001.
  3. Pardis Sabeti:  The effect of natural selection and recombination on genetic diversity in humans: An investigation of Plasmodium falciparum malaria in African populations. University of Oxford, UK, 2003.
  4.  

4. Seminari

 

Seminari alle Università di Barcellona (Spagna), Cambridge (UK), Ferrara, Ginevra (Svizzera), Helsinki (Finlandia), Londra, Queen Mary and Westfield College (UK), Milano, Montpellier 2 (Francia), Oxford (UK), Parma, Pavia, Oporto (Portogallo), Oxford (UK), Roma II -Tor Vergata, South Florida at Tampa (USA), e alla Du Pont Foundation, Wilmington, Dela

 

 

 

 

 

PROF. FRANCESCO BERNARDI

Dipartimento di Biochimica e Biologia molecolare

UNIVERSITA’ DEGLI STUDI

DI FERRARA

 

 

Breve curriculum vitae:

Nato a Portomaggiore (FE) il 18/12/1954.

Nell'anno 1973 consegue la maturità classica presso il Liceo Ginnasio "L. Ariosto" di Ferrara.

Il 22 Luglio 1977 consegue la Laurea in Scienze Biologiche presso l'Università degli Studi di Ferrara con punti 110/110 e lode.

Ricercatore universitario in Biochimica  presso l'Istituto di Chimica Biologica dal 1983.  Ricercatore confermato dal 1987.     

Professore di seconda fascia in Biologia Molecolare della Facoltà  di Scienze MFN dell'Università degli Studi di Ferrara,   Dipartimento di Biochimica e Biologia Molecolare, dal 1992.  Professore confermato  dal 1995.

Professore straordinario di Biochimica  della Facoltà  di Scienze MFN dell'Università degli Studi di Ferrara dal 2001.

 

 

RELAZIONE ATTIVITA' DIDATTICA DEL PROF. FRANCESCO BERNARDI

Straordinario nel SSD BIO/10 Biochimica - triennio 2001-2004

 

Programmi sintetici degli insegnamenti impartiti nel triennio

 

Macromolecole Biologiche

Complessi macromolecolari.  Chaperoni, struttura e funzione.  Sistemi ubiquitina-proteasoma.  Poro nucleare e sistemi di importazione ed esportazione di proteine ed acidi nucleici. Complessi della coagulazione del sangue. Trascrittosoma e complessi di rimodellamento della cromatina

 

Ingegneria Proteica

Confronto di sequenze di acidi nucleici e di proteine,  metodologie. Folding delle proteine, “folding patterns”. Chaperoni, struttura e funzione. Degradazione delle proteine: sistemi ubiquitina-proteasoma.   Complessi ed interazioni macromolecolari.  “Targeting” e inibizione. Modificazione di proteine a fini biotecnologici.  Approcci Metodologici.

 

Biologia Molecolare

Struttura e modificazione degli  acidi nucleici. Duplicazione  e Riparazione del DNA. 

Trascrizione.   Struttura e funzione delle  DNA e RNA polimerasi. Fattori di trascrizione.  Maturazione, trasporto e stabilita’ dei messaggeri. Sintesi proteica, folding,  trasporto,  maturazione e secrezione  delle proteine. Meccanismi molecolari del controllo del ciclo cellulare. Metodologie di base di Biologia Molecolare.

 

Biologia Molecolare del Gene

Struttura cromatinica ed espressione genica.  Struttura  ed espressione genica.  Famiglie geniche ed unità trascrizionali complesse.  Riarrangiamenti  funzionali del genoma. Controllo genico integrato.  Metodologie per lo studio dell’espressione  genica.

 

Biologia Molecolare dello Sviluppo

Espressione del locus MAT nel lievito.  Sviluppo dell’embrione di drosophila e gerarchie dei fattori di trascrizione nello sviluppo. Sviluppo embrionale nei mammiferi: geni HOX.  Biologia molecolare della determinazione, proliferazione, migrazione e differenziamento muscolare. 

 

Relatore delle seguenti tesi di laurea in Biologia

 

2001

 

Baroni Marcello- “Caratterizzazione molecolare del difetto di fattore X della coagulazione:espressione e studi funzionali di una proteina con difetto di attivazione (Glu19Ala).

 

D’Agostino Luca - “Costruzione di proteine di fusione fluorescenti , fattore VII della coagulazione-GFP, per lo studio di mutazioni associate a difetto di proteina circolante.

 

Poletti Federica

“Interazioni tra polimorfismi funzionali nel cluster dei geni del fibrinogeno e mutazioni trombofiliche”. relatori Bernardi, Marchetti

 

Chiericati   Anna.

“Caratterizzazione di polimorfismi funzionali del FV della coagulazione studi plasmatici ed espressione in vitro”

 

2002

 

Monica Vianello

“Studio di sostituzioni aminoacidiche nel fattore VII della coagulazione responsabili di livelli ridotti di proteina circolante.”

 

Linda Ulazzi

"Mutazioni e polimorfismi presenti in una popolazione con difetto di
fattore V della coagulazione".

 

2003

 

Lara Rizzotto

“Alterazioni della via di secrezione del fattore vii della coagulazione:

proteine di fusione tra FVII con mutazioni  naturali nel peptide segnale e  “green fluorescent protein”

 

Monia Monti

“Alterazioni e polimorfismi funzionali nel dominio catalitico del fattore X della coagulazione: espressione e caratterizzazione di varianti stabili”

 

Christian Furlan Freguia

 “Dominio di attivazione del FVII della coagulazione: caratterizzazione di varianti proteiche ed aspetti evolutivi”

 

 

Relatore per le Lauree  triennali  di Alessandro   Grandini, Francesco Congestrì  e Claudio Baldini

 

Altre attività nel Corso di Laurea

 

Membro della commissione di autovalutazione

Membro della commissione di  controllo della qualità del CdS

Membro della commissione didattica

 

 

Attivita’ in Scuole di Dottorato  di Ricerca

 

DOTTORATO DI RICERCA IN BIOCHIMICA  E BIOLOGIA MOLECOLARE

 

Docente Guida della dottoressa Elisabetta Castoldi

Tesi di dottorato “Molecular bases of APC-resistance and FV deficiency in thrombophilia”  (Anno 2001)

 

Docente Guida della dottoressa  Raffaella Toso

Tesi di dottorato “Factor VII mutants for the study of macromolecular interactions in the coagulation initiation” (Anno 2002)

 

Docente Guida della  dottoressa Daniela Etro

Tesi di dottorato “FVII deficiency: Molecular Bases of Biochemical and Clinical Heterogeneity” (Anno 2003)

 

Docente Guida del  dottor Federico Mingozzi

AAV-mediated Gene Therapy for Hemophilia B: Improved Hepatic Gene Transfer  and Prevention of Immune Response to the Coagulation Factor IX Transgene (Anno 2003)

 

Docente Guida della dottoressa  Lunghi Barbara

Tesi della Scuola di Specializzazione in Genetica

“Caratterizzazione molecolare di una famiglia trombofilica: combinazione di 4 mutazioni che interferiscono con l’attività del complesso protrombinasico della coagulazione”

 

 

Membro della commissione per l’esame di dottorato dell’Università di Leiden (Anno 2002)

Membro della commissione per l’esame di dottorato dell’Università di Padova

Dottorato di ricerca in Diagnosi e terapia delle Malattie Emorragiche e Trombotiche  (Anno 2002)

Membro della commissione per l’esame di dottorato dell’Università di Brescia

Dottorato in  Biologia Applicata alle Scienze Mediche  (Anno 2002)    

 

Partecipazione a Commissioni  Nazionali di Valutazione Didattica e Scientifica

Membro della Commissione Nazionale per la Conferma in Ruolo dei Ricercatori Universitari  in Biologia Molecolare  (2001)

Membro della Commissione Nazionale per la Conferma in Ruolo dei Professori di Seconda Fascia in Biochimica  (2003)

 

RELAZIONE SULLA ATTIVITA’ SCIENTIFICA   triennio 2001-2004

 

Temi di Ricerca

 

ALTERATA ESPRESSIONE DI SERINA PROTEASI E COFATTORI PROTEICI  DELLA COAGULAZIONE

BASI MOLECOLARI DI PATOLOGIE EMORRAGICHE E TROMBOFILICHE

 

                   La ricerca è rivolta allo studio dei meccanismi molecolari attraverso i quali mutazioni e polimorfismi in geni e proteine  della cascata coagulativa  producono una diminuzione (patologie emorragiche) o aumento (trombofilia) di funzione.   

La comparazione di sequenze e mutazioni  topologicamente equivalenti in serina proteasi e cofattori  ha implicazioni funzionali  ed  evolutive.

La ricerca ha inoltre significative  ricadute nella diagnosi molecolare  delle  malattie emorragiche e delle trombofilie.

 

Il gruppo di ricerca, costituito e coordinato dal relatore,  ha raccolto  finanziamenti pubblici e privati, nazionali ed internazionali per la realizzazione di progetti di ricerca nel settore. Il relatore si avvale della  collaborazione personale con biochimici e biologi molecolari europei e statunitensi, oltre a quella con  numerosi Centri per lo Studio e la Terapia delle Coagulopatie.

Il relatore fa parte del gruppo che dirige il “Subcommittee for the Study of Plasma Coagulation Inhibitors” all’interno della “International Society on Thrombosis and Haemostatsis-ISTH”

Il relatore è inoltre membro del Centro di Eccellenza MIUR “Interdisciplinary Center for the Study of Inflammation” (ICSI).

 

I temi ed i risultati di queste ricerche,  oltre ad essere riportati nelle   pubblicazioni scientifiche allegate, hanno costituito contenuti didattici specifici per lezioni e seminari  ad invito  in Università ed Istituti di Ricerca nazionali ed esteri. 

    

a) Fattore VII (Inizio fisiologico della coagulazione “via estrinseca”)

Sono  definite le basi molecolari eterogenee del difetto di FVII e  del controllo dei livelli circolanti del fattore. Mediante saggi funzionali, sequenziamento nucleotidico, comparazione delle sequenze del dominio serin-proteasico, costruzione di modelli molecolari  ed espressione dei mutanti in cellule eucariotiche vengono individuate e valutate funzionalmente  sostituzioni aminoacidiche nel FVII capaci di interferire con l'inizio della via estrinseca della coagulazione. In particolare le sostituzioni aminoacidiche riducono significativamente:  l'interazione  FVII-fattore tissutale, l’interazione  FVII-substrati (fattori IX e X) e   l’attività catalitica.

Vengono identificate numerose sostituzioni aminoacidiche che alterano il processo biosintetico del FVII  determinando una carenza di proteina circolante.

 

Le variazioni e la loro espressione  vengono studiate in soggetti provenienti da 50 centri distribuiti nei diversi continenti grazie alla costituzione di un gruppo di studio (Registro internazionale del difetto di FVII – IRF7).

 

b) Complesso protrombinasico

Fattore X (Serina-proteasi)

E’ caratterizzata l’espressione di  mutazioni che, modificando residui esposti nel dominio catalitico e nel dominio ricco in acido gamma-carbosssiglutammico riducono l’attivazione o l’attività catalitica del FX.  

 

Fattore V   (Cofattore proteico)

Sono definite le basi molecolari della deficienza di FV e di alterazioni frequenti della funzione del FV. Vengono identificate  numerose sostituzioni aminoacidiche e dimostrata la loro capacità di  determinare  i livelli circolanti e  la resistenza plasmatica  alla inattivazione proteolitica da  parte della proteina C attivata.  Alcune mutazioni  interferiscono con l’attività del FV modificando il rapporto tra le isoforme circolanti, in particolare aumentando la concentrazione relativa dell’isoforma caratterizzata da maggiore glicosilazione e maggiore potenziale trombogenico.

Vengono identificate le prime mutazioni nonsenso e frame-shift che  originano deficienza di fattore V.

 

Vengono definite le basi molecolari della cosiddetta “APC resistenza pseudo-omozigote”, determinata da combinazioni di difetti molecolari protrombotici ed emorragici. L’espressione di tale combinazione di difetti con significato funzionale opposto viene studiata a livello di mRNA e della proteina plasmatica.

 

La combinazione del difetto di FVII con una mutazione trombofilica mitiga il quadro emorragico mediante aumento della produzione di trombina.

                 

c) Alterazioni funzionali di  Fattori  della coagulazione come fattori di Rischio Trombotici

Le mutazioni identificate nei geni della coagulazione sono studiate in collaborazione con centri clinici in ampie casistiche al fine di determinarne l’associazione con patologie trombotiche, sia venose che arteriose.

Sono identificate interazioni con altri fattori di rischio, componenti “protettive” ed effetti sui livelli circolanti di prodotti proteolitici della cascata coagulativa, di notevole importanza prognostica.

 

 

Il relatore fa parte degli  “ Advisory o Editorial Boards” ed è  revisore  per le riviste scientifiche più importanti nel settore della biochimica, biologia molecolare e biologia vascolare della trombosi e dell’emostasi.

 

Pubblicazioni Scientifiche 2001-2004

 

 

Fattore VII

 

  1. Pinotti M, Etro D, Bindini D, Papa ML, Rodorigo G, Rocino A, Mariani G, Ciavarella N, Bernardi F. Residual factor VII activity and different hemorrhagic phenotypes in CRM+ factor VII deficiences (Gly331Ser and Gly283). Blood 99: 1495-1497, 2002  (IF 9.6)

 

  1. Toso R, Pinotti M, High KA, Pollak ES, Bernardi F. A frequent human coagulation factor VII mutation (A294V, c152) in loop 140s affects the interaction with activators, tissue factor and substrates. Biochemical Journal 363:411-416, 2002. (IF 4.6)

 

  1. Kudaravalli R, Tidd T, Pinotti M, Ratti A, Santacroce R, Margaglione M, Dallapiccola B, Bernardi F, Fortina P, Devoto M, Pollak ES. Polymorphic changes in the 5’ flanking region of factor VII have a combined effect on promoter strength. Thrombosis and Haemostasis 88: 763-767, 2002  (IF 4.4)

 

  1. Toso R, Bernardi F, Tidd T, Pinotti M, Camire RM, Marchetti G, High KA, Pollak ES. Factor VII mutant V154G models a zymogen-like form of factor VIIa. Biochemical Journal 1:563-571, 2003 (IF 4.6)

 

  1. Etro D, Pinotti M, Wulff K, Marchetti G, Rocino A, Herrmann FH, Bernardi F.The Gly331Ser mutation in factor VII in Europe and the Middle East. Haematologica 88:1434-6, 2003 (IF 3.2)

 

  1. Furlan Freguia C, Toso R, Ferraresi P, Pinotti M, Bernardi F.Variation of factor VII 140s and 170s loops in fishes: evolutionary aspects and comparison with mutations found in FVII deficiency. Thrombosis and  Haemostasis 90:1220-2, 2003  (IF 4.4)

 

  1. Castoldi E, Govers-Riemslag JW, Pinotti M, Bindini D, Tans G, Berrettini M, Mazzucconi MG, Bernardi F, Rosing J. Coinheritance of Factor V (FV) Leiden enhances thrombin formation and is associated with a mild bleeding phenotype in patients homozygous for the FVII 9726+5G>A (FVII Lazio) mutation. Blood 102:4014-20, 2003 (IF 9.6)

 

Fattore V

 

  1. Hoekema L, Castoldi E, Tans G, Girelli D, Gemmati D, Bernardi F, Rosing J. Functional properties of factor V and factor Va encoded by the R2-gene. Thrombosis and Haemostasis 85: 75-81, 2001 (IF 4.4)

 

  1. CastoldiE, Lunghi B, Mingozzi F, Muleo G, Redaelli R, Mariani G, Bernardi F. A missense mutation (Y1702C) in the coagulation factor V gene is a frequent cause of factor V deficiency in the Italian population. Haematologica 86:629-633, 2001 (IF 3.2)

 

  1. Kalafatis M, Simioni P, Bernardi F. Phenotype and genotype expression in pseudohomozygous R2 factor V. Blood 98:1988-1989, 2001 (IF 9.6)

 

  1. Castoldi E, Lunghi B, Mingozzi F, Simioni P, Girolami A, Bernardi F.

A highly polymorphic microsatellite in the factor V gene is an informative      tool for the study of factor V-related disorders. British Journal of Haematology 114:868-870, 2001 (IF 3.1)

 

  1. Scanavini D, Girelli D, Lunghi B, Martinelli N, Legnani C, Pinotti M, Palareti G, Bernardi F. Modulation of Factor V Levels in Plasma by Polymorphisms in the C2 Domain. Arteriosclerosis Thrombosis and Vascular  Biology 2004  24:200-206 (IF 6.3)

 

 

Fattore X

 

  1. Pinotti M, Marchetti G, Baroni M, Cinotti F, Morfini M, Bernardi F. Reduced activation of the Gla19AlaFX variant via the extrinsic coagulation pathway results in symptomatic CRMred  FX deficiency. Thrombosis and Haemostasis 88: 236-241, 2002. (IF 4.4)

  2. Pinotti M, Camire RM, Baroni M, Rajab A, Marchetti G, Bernardi F.
    Impaired prothrombinase activity of factor X Gly381Asp results in severe familial CRM+ FX deficiency. Thrombosis and  Haemostasis 89:243-8, 2003 (IF 4.4)

 

 

Fattori di Rischio Molecolari di Patologie Trombotiche

 

  1. Cosmi B, Legnani C, Bernardi F, Coccheri S, Palareti G. Value of family history in identifying women at risk of venous thromboembolism during oral contraception:observational study. British  Medical Journal322: 1024-1025, 2001  (IF 7.6)

 

  1. Legnani C, Palareti G, Guazzaloca G, Cosmi B, Lunghi B, Bernardi F, Coccheri S. Venous thromboembolism in young women; role of thrombophilic mutations and oral contraceptive use. European Heart Journal 23: 984-990, 2002 (IF 6.1)

 

  1. Marchetti G, Ferraresi P, Legnani C, Pinotti M, Lunghi B, Scapoli C, Gemmati D, Coccheri S, Palareti G, Bernardi F. Asymptomatic carriership of factor V Leiden and genotypes of the fibrinogen gene cluster. British  Journal  Haematology 121:632-8, 2003 (IF 3.1)

 

  1. Mingozzi F, Legnani C, Lunghi B, Scanavini D, Castoldi E, Palareti G, Marchetti G, Bernardi F.  A FV multiallelic marker detects genetic components of APC resistance contributing to venous thromboembolism in FV Leiden carriers. Thrombosis and  Haemostasis  89:983-9, 2003 (IF 4.4)

 

  1. Palareti G, Legnani C, Cosmi B, Valdre L, Lunghi B, Bernardi F, Coccheri S.Predictive value of D-dimer test for recurrent venous thromboembolism after anticoagulation withdrawal in subjects with a previous idiopathic event and in carriers of congenital thrombophilia. Circulation 108:313-8, 2003  (IF 10.2)

 

  1. Castaman G, Faioni EM, Tosetto A, Bernardi F.The factor V HR2 haplotype and the risk of venous thrombosis: a meta-analysis. Haematologica 88:1182-9, 2003 (IF 3.2)

 

  1. Cosmi B, Legnani C, Bernardi F, Coccheri S, Palareti G. Role of family history in identifying women with thrombophilia and higher risk of venous thromboembolism during oral contraception. Archives Internal Medicine 163:1105-9, 2003 (IF 6.7)

 

22. Canosi U, Gnecchi M, Merlini PA, Bernardi F, Repetto A,  Bramucci E, Ferrario M,  Angoli   L, Ferraresi P,  Marchetti G, Tavazzi L, Ardissino D.  Angiotensin-convertingenzyme insertion/deletion polymorphism and risk of restenosis after directional coronary atherectomy followed by stent implantation. Thrombosis and  Haemostasis (in press) (IF 4.4)